Processionaria o Ifantria americana? Differenze, riconoscimento e rimedi

Due insetti che possono sembrare simili ma che hanno grandi differenze

Alla fine dell’estate ricevo moltissime richieste di aiuto: telefonate, messaggi e mail con la stessa domanda ricorrente:

“Dottore, ho la processionaria sulle mie piante, cosa devo fare?”

Nella maggior parte dei casi, però, non si tratta di processionaria, ma di un insetto simile: l’Ifantria americana (Hyphantria cunea). Entrambi producono nidi sericei e possono danneggiare le piante, ma le differenze sono sostanziali, sia per le specie colpite sia per i rischi per uomo e animali.

Alberi ospiti: come distinguere processionaria o ifantria americana

Possiamo innanzitutto distinguere le due tipologie di insetto analizzando gli alberi colpiti. La processionaria attacca un numero più limitato di alberi rispetto all’Ifantria, ne esistono due specie: la processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa), che attacca unicamente pini e altre conifere, e la processionaria della quercia (Thaumetopoea processionea), che si nutre unicamente di querce a foglia caduca. L’Ifantria americana, invece, è molto meno selettiva e può infestare ailanto, aceri, nocciolo, meli, peri, pruni, vite, gelsi, olmi, platani, sambuco, faggi, noce, tigli e salici.

💡 Regola pratica: se la pianta colpita non è una quercia o una conifera, è molto probabile che non si tratti di processionaria.

Differenze visive e comportamentali

Gli insetti presentano colorazioni diverse e forme della peluria diverse, come visibili nelle immagini seguenti.

confronto tra processionaria e ifantria

Nell’immagine in alto la processionaria del pino, sotto ifantria americana

Differenze di ciclo biologico

Anche dal punto di vista biologico abbiamo grandi differenze. Le processionarie completano una sola generazione l’anno e sono presenti prevalentemente durante i mesi primaverili in quanto le uova vengono deposte dagli adulti in estate avanzata sugli alberi ospiti. In autunno si forma un prenido e nella primavera successiva le larve sono mature e pronte a scendere in fila indiana nel suolo per formare le crisalidi. Tipicamente questo fenomeno si verifica tra febbraio e aprile in funzione dell’andamento stagionale. Qui abbiamo una prima differenza significativa ovvero la formazione di “processioni” di discesa dal tronco per l’interramento, cosa che l’Ifantria non fa in quanto non completa il ciclo nel terreno ma sulla pianta ospite. La seconda differenza consiste nel fatto che l’Ifantria invece compie due generazioni l’anno, una primaverile e una autunnale. Gli adulti depongono le uova nel mese di maggio (aprile-giugno in base all’andamento stagionale), le larve si schiudono dopo 2-3 settimane e formano nidi sericei sulle piante dove iniziano a mangiare le foglie scheletrizzandole. Le larve di seconda generazione sono presenti da agosto a ottobre. Dopo questa fase cercano riparo invernale e di frequente cercano di imbucarsi nelle abitazioni.

Danni e gestione dell’ifantria americana

L’ifantria è un insetto molto vorace in grado di scheletrizzare completamente gli alberi colpiti. Raramente compromette la sopravvivenza di alberi sani. La defogliazione avviene a stagione avanzata, quando la pianta ha già accumulato energia sufficiente.

La lotta è articolata perché spesso le popolazioni sono molto ampie e non attuabile in contesti vasti come aree boscate o grandi parchi in quanto i costi e gli impatti ambientali possono superare i benefici. Qualora sia opportuno intervenire, in generale si può adottare il seguente schema:

  • Monitoraggio: durante le fasi di sfarfallamento in primavera si possono monitorare gli alberi target in modo da intervenire a giugno-luglio rimuovendo la prima generazione tramite asportazione dei rami con nidi sericei. I nidi vanno distrutti con fuoco.
  • Rimozione dei nidi. È la modalità di intervento più efficace, con conseguente distruzione degli stessi. In caso di infestazioni importanti è opportuno intervenire su larve giovani in modo biologico tramite trattamenti a base di Bacillus thuringiensis ssp.kurstaki (Btk) avendo attenzione di rompere i nidi e irrorare adeguatamente la pianta, effettuando l’intervento nelle ore serali e in assenza di piogge. Dopo 5-10 giorni valutare la necessità di un secondo intervento. Se le larve sono pressoché mature, il Bacillus thuringiensis ssp.kurstaki non ha più effetto, quindi dovrà essere valutato il ricorso a insetticidi specifici valutando effettivamente i costi ambientali e la necessità dell’intervento, si può intervenire anche con endoterapia con conseguenti danni all’albero (intervento che solitamente non ritengo utile per questo patogeno).
  • Lotta agronomica: posizionando alla base degli alberi, nella stagione tardo estiva-autunnale, rifugi dove gli insetti possono impuparsi (paglia, cartoni) da rimuovere e distruggere durante il periodo invernale. In questo modo è possibile ridurre sensibilmente la popolazione.
  • Trattamenti chimici: giustificati in ambiti molto localizzati e dove le precedenti tecniche non hanno avuto successo.

E nel caso in cui si trattasse di processionaria…

Escluso che possa trattarsi di Ifantria, nel caso di un attacco di processionaria esistono differenti soluzioni per il contrasto dell’insetto tra cui:

  • In inverno (dicembre-febbraio) sono ben visibili i nidi, è quindi possibile installare trappole meccaniche (collari sul tronco degli alberi) per la cattura delle larve. Altro metodo consiste nell’eliminare i nidi mediante recisione del ramo e bruciatura. Bisogna porre ESTREMA attenzione in quanto in questo stadio presentano il massimo potere urticante e di pericolosità.
  • In estate (giugno) su vaste aree si può valutare di posizionare trappole a feromoni per la cattura massale di maschi adulti (6-8 trappole/ha).
  • In casi eccezionali si può intervenire con trattamenti chimici tramite endoterapia.

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